Il racconto è lungo, il disagio pure

di Luigi Finocchietti                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               Se avessi dovuto dare seguito al pudore che avvolge come una tenaglia i miei pensieri più intimi, avrei probabilmente costruito una gabbia, ancora una, nella quale le parole abbondanti ma faticose del mio vivere quotidiano avrebbero rincorso all’infinito la pigrizia scandalosa della mia fantasia.

Ma così non è stato.

Ed eccomi qui, dunque, a presentare un testo la cui elaborazione ha impegnato vari anni, anche se con lunghe pause, della mia recente esperienza di vita.

La narrazione non è la stessa di come avrebbe potuto essere qualche tempo fa, quando non avevo ancora i primi capelli bianchi e lo scrivere non era così educato e asciutto dalle regole del mestiere storiografico. Ma tutto ciò forse non è stato un caso, avevo bisogno del tempo giusto per avviare in maniera più convinta un percorso di conversione che, come sembrerà evidente, risulta essere alla base del sentire di queste mie righe e di quel tanto (poco) di autobiografico che traspare dalle vicende del protagonista. Un cammino di conversione infatti si può dire che non abbia mai veramente un termine, mentre uno o più inizi quelli sì, sono ben riconoscibili e spesso viene voglia di raccontarli.

Accade però che talvolta ci si incammina, per libera quanto difficile scelta, sul sentiero della bellezza, proprio su quel tracciato da cui scaturiscono gli affannosi tentativi di pensieri e parole che viene in tutta onestà di definire gradevoli, ma che lasciamo al giudizio degli altri.

Il racconto consiste nella descrizione di una nuova iniziazione cristiana, più consapevole, compiuta dal personaggio principale, Mauro Logici, dapprima solo, poi in compagnia di una giovane donna, Liuku, e a poco a poco di altri personaggi che compaiono sulla scena della sua vita presentandosi all’inizio come semplici clienti.

Mauro Logici non è un personaggio reale, ma diventa vero attraverso le esperienze di vita di tutti coloro che cercano un qualche riparo ai disagi del mondo, nel vortice della ricerca di un lavoro che colora i mestieri prescelti di una immaterialità sempre crescente (il “consulente del sapere”; il “mercante di sorrisi”; il “cercatore di speranza”), ma che alla fine del percorso conduce a scoprire di essere divenuto anch’egli sale della terra e, immerso tra la gente, uno dei portatori di quella fiaccola benedetta che dà luce al mondo.

 

Vai alla pagina del racconto:

Mauro Logici e l’esordio alla vita

 

 

(Immagine: fotografia di Daniele Di Vincenzo)

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