Il grido di Enrico Medi ai giovani

di Luigi Finocchietti                                                                                                                                                                                                                                                                                                

 

Uno scienziato e un profeta

Il prof. Enrico Medi (Porto Recanati, 1911 – Roma, 1974) è stato un fisico italiano, accademico, politico e uomo di Dio, divulgatore e voce profetica.

Il ben noto discorso che presentiamo, come spesso accadeva nel caso del servo di Dio Enrico Medi, consiste in un flusso di parole incandescenti alimentate dal soffio dello Spirito Santo. L’occasione fu data da una conferenza, una tra le moltissime che caratterizzarono la sua vita, tenuta a Prato nel giorno 11 febbraio (del 1970?), solennità della Madonna di Lourdes.

Ho trascritto lunghe sequenze di questo meraviglioso e appassionato discorso cercando, per quanto possibile, di dividerlo per argomenti, allo scopo di restituirlo alla lettura di chi vorrà riscoprire l’insegnamento spirituale di un grande uomo del secolo appena passato, per il quale la Diocesi di Senigallia il 26 maggio del 1995 ha avviato la causa di beatificazione.

Giovani, noi crediamo!

(…) “È una chiamata questa sera ragazzi. Non son venuto qui per dire delle parole.. diciamo.. poetiche o mistiche, son venuto per lanciare un grido di guerra, e trovare alla risposta di questo grido di guerra i volontari e gli eroi che vogliono combattere sul fronte di Cristo e della Chiesa, per la salvezza e il bene della nostra patria e della nostra terra (…) Siamo tutti sconvolti di quello che sta accadendo nel mondo, si può dire che il sorriso è scomparso dalle nostre labbra. Anche voi ragazzi, miei giovani dell’università (…) anche voi avete perduto il sorriso e la gioia. Non cantate più, non scherzate più, non ridete più. Urlate, gridate, rovinate, vi danneggiate gli uni con gli altri e perdete gli anni più belli che son quelli della giovinezza. E allora voi…è questa chiamata, ridestiamoci, è l’ora della resurrezione (….) Ci sono dei falsi profeti, che vanno gridando e girando la morte di Dio. Ci sono degli insegnanti, professori, che vanno parlando contro Dio in nome della scienza, nel momento in cui il fulgore della sua Sapienza infinita penetra nella mente dell’uomo attraverso la scintillante verità delle più profonde cose e misteri della chimica, della fisica, dell’astronautica e dell’astronomia. Bene il mio primo pensiero è questo: giovani, noi crediamo! Noi crediamo con tutte le forze, con tutta l’anima, con tutto il cuore, con tutta la mente crediamo a tutto. E basta con le fantasie dovute alla superbia, che rende idioti gli uomini e li fa balbettanti di inutili sciocchezze.

Se il sacerdote è santo, i giovani si salvano

(…) Sono qui avanti a un altare, sono padre di famiglia. Non ho nessuna veste, non sono né un consacrato né un sacerdote (…), sono come voi, come tutti voi. E allora mi permetto per prima cosa di dire a voi consacrati della Chiesa, a voi servi di Dio, a voi sacerdoti (…) ricordatevi che noi poveri laici (…) vogliamo vedere innanzitutto il sacerdote santo, il sacerdote saggio, il sacerdote semplice, il sacerdote crocifisso ogni giorno, per amore delle anime e per l’ardore dei cuori (…) e tu sacerdote di Dio, che devi portare il lemme della salvezza degli uomini, non sulla luna, ma travalicando gli infiniti spazi fin nel cuore del Creatore…pensa alle tue immense, infinite responsabilità. Se tu o sacerdote sei santo, sei grande, sei umile, sacrificato, moribondo di giorno in giorno, consumato dall’amore del Divino Spirito e dall’incanto di Maria, la giovinezza sarà salva. Avremo vocazioni, avremo amore di sacrificio, avremo dedizioni, e la gioventù troverà la strada della Luce (….) si parla di tante cose dai pulpiti, durante le Messe, di tante cose che a noi non interessano proprio niente…sempre problemi sociali, i ricchi, i poveri…siamo tutti Padre Nostro che sei nei cieli immensamente poveri, siamo tutti immensamente dolenti, siamo tutti privi di Te. Noi vogliamo una ricchezza, il Tuo cuore, il Tuo amore e la Tua fede, la Tua Chiesa, il tuo crocifisso, il tuo rosario…vogliamo la preghiera, VOGLIAMO CHE CI SI PARLI DI DIO! IL MONDO OGGI VA ALLA ROVINA, AL MASSACRO E ALLA MORTE, PERCHE’ RINNEGANDO DIO HA PERDUTO LA SPERANZA DELLA VITA! Di questo abbiamo bisogno noi.

I delinquenti dello Spirito

(….) Giovani che siete nell’università, studenti di fisica, o di chimica, o di qualunque materia, non date retta (…) a quei delinquenti dello Spirito, agli omicidi dell’anima, mostri… che distruggono [ne]i nostri giovani la realtà della fede…che vengono a dirci – delinquenti che sono! – che la scienza ha dimostrato che Dio non c’è….ma come ti vediamo Signore palpitare nella luce delle stelle, noi che raccogliamo nei nostri telescopi, nei nostri radioscopi, le vibrazioni delle lontane galassie (…) e troviamo che le leggi degli atomi, dei protoni, dei neutroni che sono lassù, sono identiche a quelle dei protoni e dei neutroni di questo microfono, che compongono queste mie mani, che fanno di quel tappeto o di questo arco, un monumento o un opera d’arte…noi che vediamo tutto questo, ne dobbiamo concludere: se siete uguali, c’è un’unica mano che uguali vi ha fatto…perché l’uno e l’altro non vi conoscete (…) quindi c’è una mano, fuori dello spazio, fuori del tempo, padrona dell’essere (…) e noi questa mano, questa potenza, questa sapienza, da un capo all’altro dell’universo la ADORIAMO, in ginocchio, con gioia, con festa, Dio mio, Signore mio, questa è la nostra fede (…) la materia non capisce nulla, la materia non ragiona, oggi è la mia anima che parla a voi, e il vostro cuore che col mio cuore palpita e lo spirito immortale che trionfa sulla materia e sale verso i cieli…questa è la nostra fede (…) cosa avete da dire…i materialisti…verrà il giorno, non lontano, nel secolo futuro e nella storia, che considereranno la nostra generazione come la più barbara di tutta la storia…perché abbiamo trovato i transistors, le resine sintetiche, abbiamo posto il nostro piede sulla luna, ci siamo esaltati per aver mandato cinque quintali di acciaio nel nostro satellite e non ci siamo accorti che qualcuno aveva messo il satellite là dove sta, e si chiama la luna (…) e questi idioti dell’iniquità dicono che è il caso (…) quindi da una parte proclamano la progettazione completa, meravigliosa, fantastica, stupenda, e poi dicono la parola più idiota che l’uomo possa pronunciare: il caso…nulla viene per caso (…) il caso lo vediamo fuori solo…quando l’ignoranza degli uomini non permette di riconoscere le cause (…) e gli uomini ancora confondono il cuore dei giovani con queste false e stolte parole.

 Un’ora di meditazione?

(…) anche voi seminaristi siete capaci di prendere cinque righe di vangelo e di morirci sopra per un’ora di meditazione? No! Non siete più capaci. Magari leggere per un’ora un libro sì (…) ma TIRARE FUORI UN’ORA DI PASSIONE, DI CONSUMAZIONE DELLO SPIRITO, DI PENETRAZIONE NELLA VERITÀ’, DI MORTE ANGOSCIATA NELL’AMORE DI DIO, non siete più capaci di farlo. Allora non c’è più fede. Siamo dei superficiali, siamo dei correntisti alla banca della notorietà e dell’interesse.

Il bene e il male

(…) Giovani, ve l’ho detto che questa sera vi rivolgevo un appello: il mondo non lo regolano gli uomini (…) gli uomini non contano niente (…) nel mondo si svolge una battaglia immensa, la battaglia fra gli angeli e i demoni, un fronte grandioso di miliardi di esseri viventi, gli uni contro Dio, gli altri per Dio, e questo dall’inizio della Creazione; e la terra è la Waterloo dello scontro tra il bene e il male, e noi uomini siamo i compartecipi responsabili (..) di una lotta che è più grande di noi.

La fede e il dolore

(…) Ecco giovani, la nostra preghiera, la cosa più grande. Chi ce la può togliere? Nessuno. (…) Abbiate fede, abbiate fede, abbiate fede, non temete figli di Dio. Nessuno ci può toccare, nessuno ci può fare del male, nessuna tempesta può toglierci Dio dal cuore (…) Abbiate fede, la fede muove le montagne. Oggi tante cose vanno male perché la fede non fa violenza sul cuore di Dio…Signore io CREDO che quello che ti chiedo Tu me lo dai (…) non ho denari, non ho soldi, sono abbandonato, sono avvilito, la fidanzata m’ha cacciato via, non trovo un amore, non trovo un affetto, tutto va male Signore CREDO, MI ABBARBICO ALLA TUA POTENZA, e tu non mi puoi cacciare perché sono figlio tuo (…)

La seconda cosa dopo la fede è il dolore (…) Sacerdoti, perché non ci parlate mai del Crocifisso (…) ebbene, il Crocifisso non lo vediamo più (…) prediche sul crocifisso non so se ne sentite più (…) del dolore non si parla più (…) ma finché la morte e il dolore esistono, tu sei l’unica nostra speranza, o Crocifisso figlio di Dio (…) quello che ci manca è il nostro cuore, il nostro cuore che è sbandato (…) il nostro cuore che ha paura di amare perché ha paura di soffrire. Siccome non c’è amore senza dolore (…) l’amore è come la morte, e allora abbiamo paura, siamo diffidenti (…). Giovani, sapete perché siete tristi, perché fate i contestatori (…) fate la contestazione perché avete paura della sofferenza. Avete paura del dolore, inteso in tutti i sensi, non parlo del dolore fisico, parlo del dolore intellettuale, paura di essere messi da parte, di non essere conosciuti, di non brillare, di non farsi avanti nella vita, di non farsi una posizione, viviamo di paura dalla mattina alla sera (…) giovani non vi lasciate trascinare se non volendolo, e in OGNI ISTANTE, IL CONTROLLO DELLA VOSTRA VOLONTÀ.

Un grido che vuole amore

(…) La gente va cercando questo, va cercando la fede da noi! E noi abbiam bisogno di andare da loro, dovunque abitino nelle case ricche e povere, sui marciapiedi delle strade, in mezzo ai delinquenti, in mezzo ai disperati, alle dolorate, ai malati, a tutti quelli che Dio cercano, portiamocelo! “Professore, ma c’è il rischio”, il rischio di dare scandalo, il rischio di mettere paura, CHE ME NE IMPORTA! Tanto Dio non si scandalizza. (…) O giovani (…), vi saluto ma non abbiate paura di una cosa (…) non abbiate paura di morire, chi ama la propria vita la perderà, chi non la ama la salverà, son parole di Cristo (…) Dio non ci abbandona (…). Coraggio, forza, sguardo nei cieli, il paradiso tanto ci aspetta, con la sua luce, con la sua bellezza, col suo incanto, col suo splendore, con il fervore di tutte le anime (…) bella la vita, grande la vita, meravigliosa la vita: ogni dito che si muove è un canto che vale più dello splendore di Antares o del brillare di Sirio e del canto delle galassie (…) sappiate che i giovani, i giovani d’oggi sono giovani meravigliosi! Quando parlo con loro, quando vengono da me, quando l’incontro, dentro ogni giovani c’è un grido per riempire un vuoto che gli abbiamo lasciato. Un grido che vuole amore. Ragazzi imparate ad amare. Ragazze imparate ad amare. L’amore è una cosa grande, e l’amore tra due creature, O mio Signore, può diventare una cosa così grande e l’unione così perfetta, che come non si può spingere il vino fra le mani quando si è bevuto o il pane quando si è mangiato, l’amore unificante può esser sì grande che il puro abbraccio è più possibile, che cuore dentro al cuore, anima nell’anima, a formare una cosa sola. Cercate questo ragazzi. Allora il problema del matrimonio, dei divorzi, dei non divorzi, tutte queste sono malattie che vengono perché non c’è l’amore. Quando c’è l’amore, quello vero, non si litiga più, non si lotta più, non conta più la bellezza, la ricchezza, la bontà (…) ma nella sostanza, voi lo capite, l’amore non è legato a nessun fatto, l’amore è assoluto, è diretto, è pazzo, è infinito, è l’amore di Cristo crocifisso che a me povero bestemmiatore e peccatore dona la vita, abbandona gli angeli, e si fa figlio di Dio nel seno della Vergine Maria per morire sull’alto di un Calvario dissanguato e maledetto. Questo è l’amore.

 

I tre doni

(…) Non lo so che cosa succede nel mio cuore, ma quanto vorrei morire per ognuno di voi – non dico parole vuote lo sapete, tutti lo sanno, almeno in questo -, la mia parola è sincera, come è bello morire per un’altra creatura (…) volete la mia vita, eccola, eccola, eccola Signore. Vale poco, ma è l’obolo della vedova che tutto si dona. Non ho altro Signore, io ho soltanto povertà di tutto, e la povertà ti offro, perché unita alla Tua ricchezza diventa pioggia infinita di bene. (…)

E ve li lascio questi tre doni stasera. Vi lascio l’armo giovani della vostra salvezza, il Santo Rosario: Ave Maria piena di grazia, Ave Maria piena di grazia, Ave Maria piena di grazia. Come il respiro si succede l’uno a l’altro (…) così è l’Ave Maria (…), fino alla fine della vita, fino in Paradiso e l’eternità. (…). Chi è stato quello stolto che ha detto che…è sciocco di ripetere queste parole, ma alla persona che noi amiamo, alla nipotina che stringiamo al cuore non diciamo: amore mio, amore mio (…) senza fine ripetiamo la stessa parola: Ave Maria, Ave Maria (…). Questo rosario che contiene il profumo della fede, il gaudio della fede, il dolore della nostra speranza, la gloria del nostro innamorato amore (…).

E l’altra che vi dono questa sera (…) se volete fare un regalo (…) regalate il Crocifisso. Un crocifisso bello, fatto bene, d’arte, date il crocifisso. Questo libro di vita, questa realtà che si tocca (…) A voi giovani: fidanzate, regalate ai vostri fidanzati il crocifisso, anche se è ateo, se è miscredente, quello che sia. E tu fidanzato, regala alla tua fidanzata un rosario (…). Non è di moda parlare così, ma non me ne importa, Dio non ha la moda (…)

E ultimo: quando ti senti piangere il cuore, quando ti senti consumato dall’amor che ti manca o che ti raggiunge, ecco qui il tuo tabernacolo, l’Eucarestia. (…) un professore di fisica che vi parla, non è niente di speciale. Ma noi ce l’abbiamo il Dio vero, lo giuro, più delle stelle e degli atomi la realtà più grande dell’universo è l’ostia consacrata (…) Chi non capisce l’Eucarestia è un disgraziato, non ha capito niente! E prendere Te o Gesù, fare la comunione, che tremar di cuore! (…).

 

Leggi anche: Enrico Medi: la fisica, l’universo e il Creatore

 

Webliografia

http://www.enricomedi.it/

Per ascoltare i discorsi di Enrico Medi, incluso il file originale del discorso “Cari Giovani”: http://www.enricomedi.it/discorsi/

https://www.diocesisenigallia.it/wp-content/uploads/2015/09/enricomedi.pdf

https://it.zenit.org/articles/al-via-la-beatificazione-di-enrico-medi-scienziato-laico-padre-di-sei-figli/

 

 

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